Libri e scrittura

Alfredo Zucchi, La bomba voyeur

Leggere i contemporanei italiani, per me, è sempre più difficile. Intendo quei contemporanei che presumono di fare Letteratura. Il contesto letterario è così caotico e rumoroso da rendere difficile la ricerca: trovare autori e testi di qualità richiede sempre più tempo (accenno al problema in Lit-blog e riviste online: il passato di un’illusione). C’è un evidente problema di filtri. Oggi sono io il filtro, perché poco posso fidarmi degli altrui consigli di lettura, della critica letteraria e simili. Discorso lungo e noioso, evito.

In assenza di volontà di fare filtro, devo contare sul caso e sull’intuizione estemporanea, o semplicemente sulla fortuna. Continue reading “Alfredo Zucchi, La bomba voyeur”

Italo Calvino, l’esattezza

Italo Calvino (1923-1985) dedicò una delle sue Lezioni americane all’esattezza.

Mi riferisco alla terza lezione: Exactitude.

Detto en passant, gli appassionati e/o studiosi di narratologia e di scrittura creativa non possono prescindere dalla lettura di Lezioni americane. Eppure, quest’opera di Calvino ha un potere principalmente evocativo e immaginifico, non offre indicazioni tecniche sulla scrittura. Continue reading “Italo Calvino, l’esattezza”

Troppe puttane! Troppo canottaggio!

Troppe puttane! Troppo canottaggio! Da Balzac a Proust, consigli ai giovani scrittori dai maestri della letteratura francese è una raccolta sul mestiere di scrivere con testi di alcuni dei maggiori scrittori francesi: Honoré de Balzac (1799-1850), Charles Baudelaire (1821-1867), Gustave Flaubert (1821-1880), Guy de Maupassant (1850-1893), Émile Zola (1840-1902), André Gide (1869-1951) e Marcel Proust (1871-1922). Qui mi soffermo su alcuni temi: il rapporto allievo-maestro, il talento, il mestiere di scrivere. Continue reading “Troppe puttane! Troppo canottaggio!”

La Poetica di Aristotele

Possiamo immaginare che la narratologia, ossia la materia che si occupa dell’analisi delle forme narrative e delle strutture della narrazione, sia iniziata con la Poetica di Aristotele. Possiamo immaginarlo e non affermarlo se non altro per una banale questione di cronologia: ai tempi del filosofo la narratologia non esisteva.

La Poetica, pur non esercitando, oggi, il peso specifico che aveva nei secoli scorsi, ancora può rivelarsi uno strumento prezioso in campo critico e narratologico. Continue reading “La Poetica di Aristotele”

Ryu Murakami, Tokyo Decadence

Ryu Murakami non è Haruki Murakami (1949). Va specificato: nei giorni di lettura di Tokyo Decadence, l’autore del romanzo mi è stato più volte confuso con il noto autore di bestseller mondiali; che mai ho letto, tra l’altro. Entrambi giapponesi, coetanei, l’omonimia è solo omonimia. Le loro opere sono diverse. Non hanno niente, in comune. Ma non abbiamo le certezze di Davide Brullo, non vogliamo dire che il meno noto sia migliore del più noto. Continue reading “Ryu Murakami, Tokyo Decadence”

La civetta cieca. Hedàyat e la scrittura del suicidio

Sadègh Hedàyat, l’autore de La civetta cieca, è uno di quegli scrittori che si sono lasciati dimenticare. Ci sono alcuni scrittori che scrivono – perché sono scrittori e rientra nella loro natura scrivere, forse un destino, forse fatalità – e poi soffrono nel fare l’ultimo passo: pubblicare e tutto quanto ne consegue. Hedàyat era di quelli cui gli amici dovevano strappare i manoscritti per farli circolare. Si tratta di un caso virtuoso da un punto di vista di “ecologia letteraria”, ossia di un approccio ecologico alla pubblicazione: pubblicare solo quanto necessario, non tutto, perché si pubblica troppo. Eppure, quando gli autori sono talentuosi, dall’altro lato va preso atto di una mancanza, di un sentimento di privazione: il grande scrittore che non vuole pubblicare o che lo fa eccezionalmente, lascia un particolare vuoto, il vuoto virtuale dell’opera di Kafka se Brod ne avesse rispettato le ultime volontà. Continue reading “La civetta cieca. Hedàyat e la scrittura del suicidio”