Glossario imperfetto dei generi letterari

Urania rivista.

Può essere utile, in questa sede, tenere aggiornato un glossario dei generi letterari. Si tratta di un glossario imperfetto perché costantemente aggiornabile.

Un editor deve conoscere il genere di appartenenza del testo cui lavora. Ad esempio: lavorare a un giallo senza avere mai letto un giallo è un problema. I generi letterari possono essere assai schematici ed esigere da un autore un certo conformismo.

Glossario

AUTOFICTION: il termine è stato coniato nel 1977 dallo scrittore francese Serge Doubrovsky (1928-2017) in riferimento a un genere narrativo in cui l’autore stesso è protagonista, a prescindere dalla veridicità o finzione dei fatti narrati.

DISTOPIA: il termine nasce in contrapposizione a utopia (società o comunità politica o religiosa ideale; modello). La distopia è una società o comunità ipotetica e immaginaria (per lo più futura, da qui l’uso del termine per indicare una ramificazione della fantascienza oggi molto feconda) in cui emergono cortocircuiti, paradossi, problematiche sociali, politiche e tecnologiche fino a forzare una visione catastrofica o apocalittica della stessa.

FANTASCIENZA: il termine indica le opere narrative ambientate nel passato, nel presente e nel futuro, in cui è presente un elemento scientifico plausibile e in cui possono figurare mostri, alieni e robot.

Nonostante vi siano esempi risalenti all’Ottocento (il romanzo scientifico, da Jules Verne [1828-1905] a H.G. Wells [1866-1946]), il genere si impone nel Novecento con la diffusione delle riviste di science fiction.

La formula inglese science fiction è stata coniata nel 1926 da Hugo Gernsback (1884-1967) – inventore e editore della prima rivista di questo genere: «Amazing Stories».

Il termine italiano fantascienza, calco linguistico della formula inglese, è stato coniato da Giorgio Monicelli (1910-1968) nel 1952, anno in cui lo stesso Monicelli ha fondato, per la casa editrice Mondadori, la rivista «Urania» (1952-1953) e la collana «I romanzi di Urania» (poi solo Urania); a questa si deve la diffusione delle opere di questo genere in Italia.

FANTASY: il termine, da tradurre con “fatato”, indica il genere, diffuso tra il XIX e il XX secolo, così definito dal traduttore e studioso Edoardo Rialti (1982) nella rivista «L’Indiscreto»: “il fantasy è una narrazione – romanzo, poema romanzesco, o racconto – la cui ambientazione, solitamente medievale o medievaleggiante, comprende elementi fantastici come creature e oggetti prodigiosi, sia positivi che negativi, e la presenza costante, per quanto talvolta discreta, della magia”.

Le parole chiave per questo genere sono: magia, mito, allegoria, soprannaturale.

Le opere che possono essere incluse in questa categoria vanno dal fantasy per l’infanzia (Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll [1832-1898]; Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum [1856-1919]; Peter Pan di James Matthew Barrie [1860-1937]; Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi [1826-1890]) alle opere di J.R.R. Tolkien (1892-1973), fino a quelle dei contemporanei Neil Gaiman (1960) e J.K. Rowling (1965).

GIALLO: il termine è in uso, per identificare il corrispondente genere letterario, dal 1929, anno in cui presso la casa editrice Mondadori nasce la collana «I Libri Gialli», creata e curata da Lorenzo Montano e Luigi Rusca e con le copertine a sfondo giallo create da Alberto Bianchi.

I gialli da allora corrispondono ai romanzi polizieschi (in inglese detective story; in francese roman policier; in tedesco Kriminalroman), in essi c’è un enigma da risolvere, un’indagine.

Il genere giallo è inteso in un senso tanto vasto da poter includere anche i generi anglosassoni crime (macro-genere sull’universo criminale) e thriller.

Oggi il termine giallo è in disuso, a favore del termine noir.

NOIR: anche questo termine deriva da una collana editoriale, la «Série Noire» della casa editrice francese Gallimard. Creata da Marcel Duhamel, in essa confluivano opere corrispondenti al genere anglosassone crime.

Importato in Italia, inizialmente il noir viene distinto dal giallo per un più stretto rapporto col mondo criminale e per il fatto che in esso non necessariamente c’è un’indagine da risolvere.

Oggi il noir ha sostituito il giallo come macro-genere.

È di recente diffusione il sotto-genere noir mediterraneo, una ramificazione che deve la sua genesi al successo dell’opera dello scrittore marsigliese Jean-Claude Izzo (1945-2000) e che fa perno sulla connotazione geografica.

ORRORE: in inglese horror, è il genere di letteratura il cui fine è indurre nel lettore paura o repulsione. H.P. Lovecraft (1890-1937), nel saggio L’orrore soprannaturale nella letteratura (1927), sottolinea la centralità dell’atmosfera, resa ansiogena dalla presenza di “forze esterne e ignote”: “l’atmosfera è la cosa più importante perché il criterio definitivo di autenticità non è l’amalgama di una trama, ma la creazione di una data sensazione”.

La letteratura dell’orrore agisce sulla psiche del lettore, sul suo rimosso; in tal senso è centrale il concetto psicanalitico di perturbante (in tedesco unheimlich, tradotto anche come “il sinistro” e “lo spaesamento”) di cui tratta Sigmund Freud (1856-1939) nel saggio Das Unheimliche (1919) in riferimento alla sensazione di angoscia che si prova dinanzi a qualcuno o qualcosa al contempo familiare e estraneo (il doppio, le superstizioni, la magia, ecc.).

Il maggiore scrittore dell’orrore degli ultimi anni, Stephen King (1947), in Danse Macabre (1981) si sofferma sulla natura multiforme della paura e sulla sua valenza metaforica: “tali paure, spesso politiche, economiche e psicologiche piuttosto che soprannaturali, danno alle migliori opere dell’orrore un appagante senso allegorico”. Col termine “appagante” King allude alle potenzialità catartiche delle opere horror.

PARALETTERATURA: composto di para- (affine, vicino) e letteratura, il termine indica la produzione di consumo, di massa, non avente fini principalmente letterari. Si tratta di una categoria critica che include – al contempo escludendoli da un’analisi critica corretta e rigorosa – i generi letterari d’intrattenimento (giallo, fantascienza, rosa, libri per l’infanzia, fumetto, ecc.) partendo da una discutibile contrapposizione tra letteratura alta e bassa.

ROMANZO-REPORTAGE (o non fiction): è un genere di romanzo in cui fatti reali sono narrati usando le tecniche della fiction, da qui la sua prossimità con il new journalism, un approccio narrativo al giornalismo che ebbe diffusione negli anni Sessanta.

Il primo romanzo-reportage è stato Compulsion (1956) di Meyer Levin (1905-1981).

In Italia un recente esempio di successo internazionale è Gomorra (2006) di Roberto Saviano (1979).

ROSA: per romanzo rosa (in inglese romance) si intende un genere di romanzo destinato al pubblico femminile, dallo stile e dalla struttura semplici, incentrato su una storia d’amore travagliata ma a lieto fine.

In Italia la prima collana di questo genere è stata proposta dalla casa editrice Salani nel 1912: «Biblioteca delle signorine». Sempre della Salani è la collana «Romanzi della rosa».

La più famosa collana del genere è la «Harmony», nata nel 1981 dalla collaborazione tra la casa editrice Mondadori e la casa editrice canadese Harlequin Enterprises (da cui il nome: Harlequin e Mondadori).

UCRONIA: il termine indica una narrazione in cui il contesto storico è rappresentato in una versione alternativa rispetto a quella originale. È una ramificazione della fantascienza che può incrociare l’utopia e la distopia.

Antonio Russo De Vivo © 2020

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