I 25 racconti per me più belli del 2023

Il 2023 è stato l’anno in cui ho meno amato le riviste. Si osa poco e si sperimenta meno, forse c’è noia, forse è tutto abbastanza vecchio per questi tempi. Si leggono sempre anche cose molto belle, ma è il “movimento” che manca. E finché la rivista è vissuta più come “scuola di editoria” che come luogo di eventi virtuali, non c’è molto da sperare. Continue reading “I 25 racconti per me più belli del 2023”

I 25 + 5 racconti per me più belli del 2022

Il 2022 è un anno in cui ho visto nascere poche riviste, una inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Eppure ho letto tanti e bei racconti, al punto che ho dovuto selezionarne cinque in più rispetto ai soliti 25. 25 + 5, dunque.

Questo è il quinto anno che stilo una mia personale e opinabile classifica dei 25 racconti più belli pubblicati su lit-blog e riviste online. Le altre classifiche sono reperibili nella sezione Vertigine della lista.

Frattanto, continuo a dirigere solingo la rivista micorrize ormai dal 2020. Proseguo, poi, la collaborazione da co-direttore con la rivista In allarmata radura, rivista in cui l’arte occupa un posto centrale (la cura delle immagini, di cui si occupa la direttrice Livia Del Gaudio, include un puntuale apparato critico a opera della stessa). Continue reading “I 25 + 5 racconti per me più belli del 2022”

Il racconto ovvero l’arte di affabulare

Vorrei provare a definire il racconto. Non sembra difficile: ci si immagina un testo narrativo di poche cartelle, un qualcosa che per quantità è meno di un romanzo. Poi però si scopre che ci sono racconti lunghi più lunghi di un romanzo breve. Michael Kohlhaas (1810) di Heinrich von Kleist (1777-1811), ad esempio, oppure La morte a Venezia (1912) di Thomas Mann (1875-1955).

Ecco che la più immediata fra le definizioni possibili, quella fondata sulla quantità, cade subito. Ma è a questa che, per semplicità, ci si continua a riferire. Continue reading “Il racconto ovvero l’arte di affabulare”

La punteggiatura, ovvero di uno dei modi dell’esattezza

Non starò qui a spiegarvi come si usano il punto e la virgola, voglio dare per scontato che l’aspirante scrittore possegga i rudimenti basilari per l’uso corretto della punteggiatura. Ciò che mi preme è dare l’idea dell’importanza della punteggiatura, di quanto essa sia parte di quel concetto di esattezza che, nella scrittura, è tutto o quasi: scrivere il necessario, scriverlo nel modo, fra i tanti, che sia il migliore. E proprio nel modo, nello stile, che la punteggiatura occupa una posizione privilegiata: essa pertiene all’ordine delle parole e della frasi, la struttura e la logica del discorso.

L’editor deve trattare l’uso della punteggiatura come uno dei tanti dettagli necessari che ineriscono alla scrittura. Continue reading “La punteggiatura, ovvero di uno dei modi dell’esattezza”

Il mood di Parise

Un editor deve interrogarsi sul concetto di “stile” in letteratura.

Lo stile riguarda il modo di scrivere, ma forse anche il modo di essere scrittore. Ci sono di mezzo la “voce” dell’autore, il linguaggio, il senso del ritmo. È il modo in cui lo scrittore piega la propria lingua al testo, a quanto narra, comunica, dice al lettore.

Goffredo Parise (1929-1986) ha un’idea di stile che è contro lo stile. Questo è il mood di Parise: è come lui “interpreta” lo stile. Continue reading “Il mood di Parise”

Antonio Russo De Vivo editor
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