#intervistesporche 1. Alfio Squillaci vs. scuole di scrittura creativa

Questa intervista al critico letterario Alfio Squillaci è la prima del ciclo #intervistesporche.

Il format prende il nome dalla mia passione per il punk e dalla mia volontà di interagire con alcune persone senza troppi filtri, in modo critico e politicamente scorretto. In questi anni in cui si vorrebbe ripulire tutto, dal linguaggio ai luoghi in cui viviamo (non odierò mai troppo il concetto di decoro urbano), è vivificante lasciare delle orme, dei segni, dis-ordinare, “sporcare” se necessario. Continue reading “#intervistesporche 1. Alfio Squillaci vs. scuole di scrittura creativa”

Il racconto ovvero l’arte di affabulare

Vorrei provare a definire il racconto. Non sembra difficile: ci si immagina un testo narrativo di poche cartelle, un qualcosa che per quantità è meno di un romanzo. Poi però si scopre che ci sono racconti lunghi più lunghi di un romanzo breve. Michael Kohlhaas (1810) di Heinrich von Kleist (1777-1811), ad esempio, oppure La morte a Venezia (1912) di Thomas Mann (1875-1955).

Ecco che la più immediata fra le definizioni possibili, quella fondata sulla quantità, cade subito. Ma è a questa che, per semplicità, ci si continua a riferire. Continue reading “Il racconto ovvero l’arte di affabulare”

Italo Calvino, l’esattezza

Italo Calvino (1923-1985) dedicò una delle sue Lezioni americane all’esattezza.

Mi riferisco alla terza lezione: Exactitude.

Detto en passant, gli appassionati e/o studiosi di narratologia e di scrittura creativa non possono prescindere dalla lettura di Lezioni americane. Eppure, quest’opera di Calvino ha un potere principalmente evocativo e immaginifico, non offre indicazioni tecniche sulla scrittura. Continue reading “Italo Calvino, l’esattezza”