A quali case editrici inviare il “manoscritto”

A lavoro terminato, mi viene posta spesso questa domanda: a quali case editrici inviare il manoscritto?

Non rientra nel mio ruolo di editor rispondere a una tale, seppur comprensibile e ragionevole, richiesta. I testi cui ho lavorato non a caso sono stati pubblicati – quando è successo, perché non rientra nel mio ruolo nemmeno garantire la pubblicazione – dalle case editrici delle più diverse, per prestigio e dimensioni (sono elencati qui): il destino di un “manoscritto” non dipende da me.

Di seguito propongo una lista – che verrà costantemente aggiornata – di case editrici cui un autore potrebbe proporre il proprio testo. Per ovvi motivi tale lista è parziale. Continue reading “A quali case editrici inviare il “manoscritto””

I 25 racconti per me più belli del 2020

E ancora, per il 2020, faccio quanto fatto nel 2018 e nel 2019: una mia personale e opinabile classifica dei 25 racconti più belli pubblicati su lit-blog e riviste online.

Ho letto tanto, ho trovato tanto di bello, ho dovuto scegliere. Di certo ho perso qualcosa di meritevole e me ne dispiaccio.

Nonostante le mie perplessità circa il movimento della “scrittura online”, ho deciso di aprire anche io, come tantissimi quest’anno, una rivista: micorrize. Dopo aver felicemente condiretto CrapulaClub dal 2014 al 2019, dopo essere stato felicemente in pausa per qualche mese, non ho potuto evitare di tornare. Continue reading “I 25 racconti per me più belli del 2020”

Quelli che leggono tutto

Ci sono quelli che leggono tutto.

Non so quanti ne siano, né quanti di loro sono felici o infelici.

So che in diversi momenti difficili da quantificare costoro leggono come se non potessero farne a meno, leggono qualsiasi cosa capiti sotto i loro occhi: volantini, adesivi, frasi sui muri, informazioni scritte sui prodotti che acquistano.

Leggere non sempre è un piacere e non sempre è una necessità. Continue reading “Quelli che leggono tutto”

Il racconto ovvero l’arte di affabulare

Vorrei provare a definire il racconto. Non sembra difficile: ci si immagina un testo narrativo di poche cartelle, un qualcosa che per quantità è meno di un romanzo. Poi però si scopre che ci sono racconti lunghi più lunghi di un romanzo breve. Michael Kohlhaas (1810) di Heinrich von Kleist (1777-1811), ad esempio, oppure La morte a Venezia (1912) di Thomas Mann (1875-1955).

Ecco che la più immediata fra le definizioni possibili, quella fondata sulla quantità, cade subito. Ma è a questa che, per semplicità, ci si continua a riferire. Continue reading “Il racconto ovvero l’arte di affabulare”

Accento acuto vs. accento grave. Lo strano caso di «í» e «ú»

Sottovalutato è l’uso corretto di accento acuto [ ´ ] e accento grave [ ` ] per distinguere la diversa grafia delle vocali accentate; sarà che la “correzione automatica” oggi risolve tante cose, sarà che la tastiera confonde, e tuttavia sarebbe assai utile usare una forma impeccabile e non solo per la scrittura, ma anche per la pronuncia.

Un editor – non è superfluo ricordarlo – deve conoscere la grammatica. Ciò non vuol dire che non possa avere dubbi in merito: la grammatica italiana è complessa e, come la lingua ma in misura diversa, è soggetta a mutamento. Continue reading “Accento acuto vs. accento grave. Lo strano caso di «í» e «ú»”