Da amante (non amato) di analisi dei dati tengo in gran conto i numeri come parametro descrittivo, seppur non mi azzardi a negare la fondamentale importanza delle variabili emotive. Dunque, mi provo a scomporre quest’anno 2025 in componenti numeriche.
Data Analytics (ovvero: analisi dei dati)
Oltre 200 i libri letti, tra romanzi, saggi, raccolte di poesie e fumetti; 51 i racconti di cui ho fatto editing usciti su riviste e 12 le riviste ospiti (Biró, Calvario, Il Paradiso degli Orchi, L’Equivoco, Lupe, malgrado le mosche, micorrize, minima&moralia, Nazione Indiana, Poetarum Silva, Rivista Blam!, Topsy Kretts); 48 i racconti pubblicati (4 li ho scritti io) su micorrize, rivista da me fondata (nel 2020) e diretta; 44 gli anni compiuti, a dicembre (sì, sono Sagittario: il segno più bello dell’oroscopo); 10 le opere cui ho fatto editing (7 romanzi, 2 raccolte di racconti, 1 raccolta di poesie; ma anche: XX racconti singoli); 5 slogature al piede destro; 4 i libri pubblicati cui ho fatto editing e 10 i premi letterari in cui hanno vinto o si sono piazzati autori per cui ho lavorato (narrativa e poesia); 3 i festival letterari che ho visitato esclusivamente per divertirmi con amici (Campania Libri Festival, Flip, Flip poesia); 2 le librerie che mi piace frequentare (Dante&Descartes, Luce); 1 il premio letterario con cui collaboro (Premio Letterario Zeno); 0 le interviste concesse.
Come si sceglie ciò che piace
Per quanto riguarda la lista dei 10 libri (per me) più belli, devo dire qualcosa sul perché le persone decidono di preferire un’opera artistica, sul perché le scelte siano sempre oggettivamente sbagliate, sul perché devono esserlo.
Ci ho pensato.
Mi sono fatto l’idea che per il 40% contano le competenze (ci sono lettori che sanno leggere in quanto per X ragioni hanno sviluppato X competenze utili a farsi idee dal punto di vista estetico e narratologico e semiologico e ecc.), e per il 60% conta il gusto individuale (fa niente poi che io abbia un ottimo gusto, va tenuto conto e rispettato che i più hanno cattivo gusto).
Il gusto personale batte sempre le competenze, le competenze possono incidere più di altre variabili sul gusto personale (amichettismo a parte).
I 10 libri più belli letti nel 2025, dal più bello
(+ 5 opere cui non posso rinunciare)
1. Taiyo Matsumoto, Tokyo Higoro. Giorno per giorno (2019-2023), 3 vol. Edizioni BD, 2024.
Un editor di manga dà le dimissioni da una casa editrice per il fallimento di un proprio progetto editoriale. Lo seguiamo in un ambiente cupo e pessimista mentre prova a realizzare il suo sogno: creare una antologia dei suoi mangaka preferiti, a prescindere da mode e richieste di mercato.
Un editor non può non innamorarsi di un editor che parla con gli uccelli.
2. Tiqqun, Elementi per una teoria della Jeune-Fille (1999), Bollati Boringhieri, 2003.
Raccolta di aforismi e frammenti, quest’opera pubblicata nel 1999 è ancora attuale: la Jeune-Fille, la fanciulla, non ha età ma ha un modo d’essere codificato: ricerca il potere della sua apparenza, ambisce alle ricchezze, ama sé stessa in quanto dispositivo corporeo del capitalismo. Oggi sono ovunque, basta scrollare instagram.
3. Shuzo Oshimi, I fiori del male (2009-2014), 11 volumi, Panini, Planet Manga, 2013-2015.
Una crudele descrizione della pubertà di una coppia di liceali che condividono la propria diversità. Sono pervertiti, non cercano la retta via, vivono una toccante squilibrata ribellione contro una società bigotta e normativa.
4. Alfie Bown, Il sogno videoludico (2017), Luiss University Press, 2022.
Non si può capire la contemporaneità senza comprendere l’universo dei videogame. Di detto universo Bown fa un sistema filosofico; il risultato è un’opera fisheriana che una volta letta lascia svariate tracce da seguire per capire quale perverso legame vi sia tra gioco, capitalismo e esistenza umana.
5. Issei Sagawa, Sagawa’s manga (2000), Serial Pleasures, 2023.
È tutto vero: un cannibale crea un manga in cui racconta la sua esperienza di cannibalismo. Trattasi di un’opera heta-huma in cui grottesco, piacere sessuale non sensuale, ansia, dolore, convergono fino a un punto in cui noi lettori, inevitabilmente, empatizziamo con l’efferato assassino.
6. Hideo Yamamoto, Homunculus (2003-2011), Panini Comics, 2005-2012.
Una persona misteriosa accetta di farsi trapanare il cranio con l’obiettivo di aprire le “porte della percezione”. Tutto andrà bene, per poi tutto andare male.
Yamamoto ci mostra, attraverso il terzo occhio del protagonista, la varia e marcia umanità che ci circonda. Qui non si prova pena per nessuno, non si empatizza con nessuno.
7. Dorothy Wellesley, Matrix, Magog, 2023.
Una raccolta di poesie piena di ciò che io sempre ricerco e ricercherò: illuminazioni.
8. Yûsaku Hanakuma, Tokyo zombie (1998-1999), Coconino Press, 2018.
Qui a rendermi parziale è la mia passione per il genere heta-huma, per il fumetto brutto, grezzo, sporco, tecnicamente sbagliato, eppure con una sua particolare forma di bellezza. Leggere della caccia agli zombie a Tokyo è stato divertente.
9. Roger Caillois, Ponzio Pilato (1961), Einaudi, 1982.
L’unica opera narrativa di un saggista formidabile.
Caillois racconta Ponzio Pilato, il suo scetticismo di matrice filosofica, la sua necessità di trovare una soluzione che non lo faccia sentire carnefice a vita in una situazione, lo sappiamo, per tante ragioni assai spinosa. A un certo punto Caillois sfonda la quarta parete.
Andrebbe letto in coppia con Il procuratore della Giudea di Anatole France.
10. Michelangelo Setola, Gli sprecati, Canicola, 2019.
Sembra di essere anche qui in zona heta-huma, ma Setola è un artista e lo sa. La rappresentazione della fabbrica equivale alla rappresentazione dell’inferno, tutto è fumo e umori atrabiliari, e non se ne esce.
11. Wataya Risa, Install (2001), Einaudi, 2006.
Due solitudini si incontrano: una liceale e un bambino, ai primi tempi del web, gestiscono una chat erotica insieme.
12. E.M. Cioran, Lacrime e santi (1937; 1986), Adelphi, 2004.
Tutti conoscono Cioran, ma non tutti conoscono i santi.
Cioran col suo inconfondibile stile aforistico mi fa capire mentalità e passioni dei miei amati santi.
13. Tadao Tsuge, La mia vita in barca (1996-2000), Coconino Press, 2025.
Manga autobiografico.
Uno scrittore vive una crisi di mezza età e decide di comprare una barchetta per vivere alcune giornate solo, lontano dalla famiglia, su un fiume. Ma non sarà mai solo.
Classico assurdo minimalismo giapponese.
14. Paul B. Preciado, Terrore anale. Appunti sui primi giorni della rivoluzione sessuale, Fandango, 2018.
Le rivoluzioni sessuali sono destinate tutte a fallire. L’unica rivoluzione sessuale possibile è quella che parte dall’ano.
Grazie, Preciado.
15. Kyōko Okazaki, Helter Skelter (1995-1996; 2003), Dynit Manga, 2018.
Anche questo manga degli anni Novanta risulta molto attuale: si parla dell’ossessione per il corpo chirurgicamente modificato, della femminile coatta ricerca della bellezza e della giovinezza, della disperazione cui tutto questo porta.