Il racconto ovvero l’arte di affabulare

Vorrei provare a definire il racconto. Non sembra difficile: ci si immagina un testo narrativo di poche cartelle, un qualcosa che per quantità è meno di un romanzo. Poi però si scopre che ci sono racconti lunghi più lunghi di un romanzo breve. Michael Kohlhaas (1810) di Heinrich von Kleist (1777-1811), ad esempio, oppure La morte a Venezia (1912) di Thomas Mann (1875-1955).

Ecco che la più immediata fra le definizioni possibili, quella fondata sulla quantità, cade subito. Ma è a questa che, per semplicità, ci si continua a riferire. Continue reading “Il racconto ovvero l’arte di affabulare”

I 25 racconti per me più belli del 2018

Questa è la mia personale e opinabile classifica dei 25 racconti più belli del 2018 pubblicati su lit-blog e riviste online. Per me è importante: sono certo che la forma racconto abbia trovato uno spazio alternativo all’editoria, quello del web, per cui la situazione attuale è che ottimi racconti sono in rete e presumibilmente alcuni di questi, per svariati motivi, non verranno mai pubblicati su carta.

[Questa opinione è cambiata nel 2019. Articolo pubblicato il 18 dicembre 2018.] Continue reading “I 25 racconti per me più belli del 2018”

Ryu Murakami, Tokyo Decadence

Ryu Murakami non è Haruki Murakami (1949). Va specificato: nei giorni di lettura di Tokyo Decadence, l’autore del romanzo mi è stato più volte confuso con il noto autore di bestseller mondiali; che mai ho letto, tra l’altro. Entrambi giapponesi, coetanei, l’omonimia è solo omonimia. Le loro opere sono diverse. Non hanno niente, in comune. Ma non abbiamo le certezze di Davide Brullo, non vogliamo dire che il meno noto sia migliore del più noto. Continue reading “Ryu Murakami, Tokyo Decadence”